mercoledì 14 agosto 2013

Charles Bukowsky- Donne


Il mio primo approccio a Bukowsky, uno scrittore che mi ha sempre incuriosita e che finalmente sono riuscita a leggere. 
Forse questa non è la sua opera migliore, o almeno così leggo in giro, ma sinceramente non mi è dispiaciuta affatto. Se mi chiedessero di fare un riassunto della trama credo che mi rifiuterei perchè significherebbe sminuirlo. Questo perchè non è la trama in sè a rendere questo libro un bel libro, ma il modo in cui è scritto. Si legge praticamente da solo. Il linguaggio è scorrevole e i dialoghi avvincenti, nel senso che incuriosiscono e divertono. Si perchè se parliamo di azione in senso letterale, ce n'è ben poca... tranne che a letto! Insomma Bukowsky mi ha conquistata con i suoi personaggi sopra le righe e il suo stile nel raccontare che mi ha ricordato tantissimo un altro scrittore americano che adoro, ovvero John Fante. 
Sicuramente questo sarà il primo di una lunga serie.



Alcune frasi memorabili:

Umanità, mi stai sul cazzo da sempre. Ecco il mio motto.

La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d'orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d'azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Buddha, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire.

Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.

C'è un solo problema, con gli scrittori. Se quello che scrivono viene pubblicato e vende molte, molte copie, pensano di essere grandi. Se quello che scrivono viene pubblicato e vende un buon numero di copie, pensano di essere grandi. Se quello che scrivono viene pubblicato e vende pochissime copie, pensano di essere grandi. Se quello che scrivono non viene pubblicato e non hanno i soldi per farlo pubblicare a loro spese, allora pensano di essere veramente il massimo.