venerdì 18 settembre 2015

L'estate dovremmo leggere solo i libri della Kinsella


Fa troppo caldo per vivere!
Non so con che coraggio mi sono messa davanti al pc; anzi lo so, ho acceso il condizionatore.
Cosa altro si può fare in una giornata del genere se non starsene sul letto con un buon libro?
Non so per quale motivo quest'estate mi so trovata a leggere un sacco di roba angosciante. Di solito scelgo i libri in base all'umore e al periodo dell'anno. Per esempio i romanzi gotici vanno letti rigorosamente d'inverno mentre quelli frivoli d'estate. Questa stagione invece tutto è stato stravolto per cui mi sono ritrovata a leggere titoli come 1984, In un Milione di Piccoli Pezzi e Il Processo.
Ma procediamo con ordine.



1984 di George Orwell volevo leggerlo da tanto tempo, è un classico moderno a cui si fa continuamente riferimento e il non averlo letto mi sembrava una grave mancanza. Dunque l'ho letto e un po' l'ho odiato. Per carità è scritto benissimo ed è molto coinvolgente, ma davvero troppo nichilista persino per me che sono sempre stata una pessimista cronica (ma ora forse sono sulla via di guarigione!). Sono contenta di averlo letto ma sinceramente non credo di voler ripetere mai più l'esperienza. Grazie ma la vita è già abbastanza deprimente!




Stessa situazione per In un Milione di Piccoli Pezzi di James Frey. La storia di questo ragazzo (che poi è l'autore) e della sua lotta contro la dipendenza da droghe e alcool. Troppo crudo, a volte sentivo su me stessa quelle stesse sensazioni provate da James. Se siete empatici come me, ve lo sconsiglio. Ho avuto più volte la tentazione di abbandonarlo, non l'ho fatto solo grazie ad uno spoiler inconsapevole di mio nonno. Aveva scritto il finale in un piccolo post it all'interno del libro! Una di quelle cose che solitamente mi avrebbe fatto infuriare ma che in questo caso mi ha invogliato a finire il libro. Nonno ovunque sei grazie per lo spoiler! 



E poi c'è Il Processo di Kafka.
Perché leggere il Processo di Kafka a luglio? In questo caso la motivazione c'è: viaggio a Praga.
Avevo già letto anni addietro La Metamorfosi e ricordavo di averlo apprezzato, ma col Processo è stato odio puro. Premesso che odio tutto ciò che ha a che fare col tema forense (non mi piaceva neanche Ally Mcbeal!) ma puntavo sulla capacità kafkiana di descrivere situazioni assurde. Purtroppo stavolta non è scoccata la scintilla: ho fatto una gran fatica a finirlo e l'ho trovato terribilmente noioso. Forse semplicemente non era il momento giusto per leggerlo.

Conclusione: la prossima estate solo libri della Kinsella!