lunedì 23 settembre 2013

La casa era immobile...


La casa era immobile. La scansione del tempo in secondi sembrava essersi arrestata. Tutto era così fermo che avvertivo il disagio di essere la sola a vivere e a muovermi. E' sempre così una casa dopo che qualcuno è morto
                                                                Banana Yoshimoto
                                                              Kitchen


Quando perdi una persona cara il mondo attorno a te cambia. 
Tutti ti dicono che col tempo le cose miglioreranno e che starai bene ma non è vero, semplicemente imparerai a
convivere col dolore. Sai che nulla sarà mai più come prima e non puoi farci nulla,nel bene o nel male è una svolta. Arriveranno le feste e loro non ci saranno più, tutti se ne renderanno conto ma non diranno nulla. O forse qualcuno lo dirà e subito qualcun altro cercherà di cambiare discorso perchè essere tristi in periodi di festa non fa bene. Non fa mai bene. La cosa più difficile di tutte è l'interiorizzazione del dolore: perchè all'inizio ci è concesso sfogarci ma dopo no, dopo nessuno ha più voglia di ascoltarti. E dopotutto anche tu hai finito le lacrime da versare. Ma c'è sempre un momento nella giornata in cui semplicemente guardi una vecchia foto o ti viene in mente un ricordo, c'è sempre un momento in cui ti scende una lacrima pensando a quanto era bello quando quella persona era lì al tuo fianco.  E cosa puoi fare? Niente, viverlo e aspettare che passi come tutti i giorni. Perchè le lacrime saranno anche finite, l'ansia e la rabbia saranno anche passate, ma la solitudine e la sofferenza quelle ci sono sempre.
E dunque come uscire?
Non se ne esce.
Amare è così, ha anche i suoi lati negativi.


Ma, usando le parole di una delle mie scrittrici preferite Banana Yoshimoto:

Il pensiero che sicuramente sarebbero venute altre notti di solitudine in cui non sarei 

riuscita a respirare bene, provocava in me ribellione e rifiuto. Pensare a come la vita si 

ripeta mi faceva rabbrividire. E tuttavia, la certezza meravigliosa che esisteva un 

momento in cui all'improvviso era possibile respirare di nuovo, mi faceva battere forte il 

cuore.