martedì 7 aprile 2015

Arrietty. Il mondo segreto sotto il pavimento




GENERE: animazione
PAESE: Giappone 2010
 REGIA: Hirosama Yonebayashi
SCENEGGIATURA: Hayao Miyazaki
DURATA: 94 min.
CAST: Mirai Shida (Arrietty), Ryunosuke Kamiki (Sho), Shinobu Otake (Homily), Keiko Takeshita (Sadako), Tatsuya Fujiwara (Spiller), Tomokazu Miura (Pod)

TRAMA: la storia si svolge nella periferia di Tokio dei giorni nostri. Sho è gravemente malato e viene inviato in campagna in attesa di subire un difficile intervento al cuore, il ragazzo presto scoprirà che abita qualcun altro in quella casa: Arrietty e la sua famiglia. Arrietty ha la sua età ma…è alta solo 10 centimetri! Appartiene alla razza dei ‘prendinprestito’ e vive in una piccola casetta sotto il pavimento. Dopo una iniziale diffidenza i due stringono amicizia, ma questo purtroppo per la famiglia di Arietty diventa un  problema in quanto la loro razza non deve mai entrare in contatto con gli umani.


SECONDO ME: tratto da una serie di racconti di Mary Norton, Arrietty è la prima prova alla regia di Hirosama Yonebayashi ed è il caso di dire se questo è l’inizio chissà cosa quali altre meraviglie ci aspettano! Ad affiancare il giovane regista c’è il maestro Miyazaki che si occupa della sceneggiatura. Arrietty è un tripudio di colori, soprattutto nelle scene iniziali di lei immersa nel verde o nella sua stanza: una stanza fatta di cose prese in prestito dagli umani. La natura e la vita semplice, il trovare piacere nelle piccole cose quotidiane: sono queste le tematiche di Miyazaki che più apprezzo. Arrietty con la sua forza di volontà riesce a infondere coraggio anche in Sho che sta vivendo un brutto momento e non ha più voglia di combattere pensando che tutto sia vano. Eppure l’incontro con questa minuscola ragazzina che vive in un  mondo enorme e pieno di insidie e che affronta pericoli mortali ogni giorno, gli fa tornare la voglia di vivere e affrontare l’intervento con ottimismo. Inutile dire che tutte le animazioni sono fatte a mano senza l’ausilio del computer, alla faccia di tutta la crescente produzione in 3D che riempie ormai le sale del mondo e che, in molti casi, è priva di contenuti (lasciatemelo dire, non ne posso davvero più dell’uso del 3D, se ne sta davvero abusando ed è diventata più una scusa per vendere biglietti al doppio del prezzo normale!). Altra cosa inutile da dire: film per grandi e piccini, non potrete non adorarlo!


Curiosità: la colonna sonora è opera di una musicista bretone Cecile Corbel che aveva inviato una sua demo a Miyazaki dicendo di essersi sempre ispirata alle sue opere per comporre la sua musica. La cantante ha inoltre cantato ‘Arrietty’s song’ in ben quattro lingue: giapponese, inglese, francese e italiano.